Dopo la tempesta, le acque si sono calmate.. almeno per ora

La situazione economica mondiale sta affrontando una fase di stallo. La crescita strutturale dell’economia e’ sostanzialmente bloccata, ma le borse nelle ultime settimane stanno andando molto bene. Gli investitori hanno spinto molto sull’acceleratore, tanto che e’ intelligente chiedersi fino a che punto ci si potra’ aspettare un aumento dei prezzi. Anche in Italia la situazione e’ migliorata. Lo spread e’ in continua diminuzione: la vendita di buoni del tesoro ha superato ogni aspettativa, e questo ha permesso allo stato di incassare 17 miliardi di euro. Non male per un paese che fino a qualche settimana fa rischiava di essere messo sotto processo per infrazione dall’Ue.

Quali sono i motivi di questa spinta rialzista inaspettata? Sostanzialmente uno: gli annunci di politica monetaria dell’uscente presidente Mario Draghi, che ha ricordato come la BCE abbia ancora il quantitative easing nel cassetto degli attrezzi, come arma potenziale per raggiungere gli obiettivi di inflazione fissati a un livello inferiore ma prossimo al due per cento. Annunci come questo sono chiamati forward guidance. Nulla cambia. Ma e’ molto utile per rilassare i mercati.

Per quanto riguarda l’Italia si aggiungono altri due fattori. Innanzitutto lo scampato pericolo di una procedura d’infrazione da parte dell’Ue. Eliminata la paura che l’Italia possa uscire dall’Euro, gli investitori si sono tranquillizzati ed iniziano ad investire. Inoltre, cosa ancora piu’ importante dal punto di vista dei guadagni, gli elevati rendimenti che i titoli italiani offrono rispetto a quelli di altri paesi europei (che purtroppo mostra pero’ come l’Italia sia ancora lontana da un pieno recupero della stabilita’ economica) attraggono molti investitori e fondi internazionali i quali vedono ora nell’Italia un porto piu’ sicuro per depositare i capitali con interessi ben superiori alla media, o semplicemente speculare per avere guadagni maggiori nell’immediato.

Risultato finale? Le acqua si sono calmate, ma lo scenario economico, condito da una politica sempre piu’ protezionista, ci consiglia di restare cauti e di non cantare vittoria.

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